orange tree grove citris florida Stock Photo Alamy Growers Want Aldicarb Again Citrus Industry Magazine 157 Citrus Farms Pakistan Royalty Free Photos and Stock Images Bauhinia Variegata Fabaceae Cabanes Stock Photo 1958526265 Shutterstock 4+ Hundred Orange Valence Royalty Free Images, Stock Photos & Pictures CITRUS SINENSIS "TAROCCO IPPOLITO" (ARANCIO DOLCE "TAROCCO IPPOLITO"). TEMPERATURA MINIMA SOPPORTATA 10C (DATO RIFERITO A PIANTA ADULTA IN CONDIZIONI OTTIMALI DI UMIDITA' E SUOLO) PIANTA SU PORTAINNESTO TRIFOLIATO (MOLTO RESISTENTE AL GELO) La variet dell Arancio Tarocco Ippolito (Citrus sinensis) stata ottenuta nel 1998 dellUniversit di Catania Il tarocco Ippolito considerata una variet di tarocco molto interessante dato la sua bont e dolcezza persistente! Il gusto particolarmente dolce e di un sapore intenso. Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. L'arancio (Citrus sinensis (L.) Osbeck, 1765) un albero da frutto appartenente alla famiglia delle Rutacee, il cui frutto l'arancia (detta nell'uso corrente anche "arancio", come l'albero)[2], talora chiamata arancia dolce per distinguerla dall'arancia amara. un antico ibrido, risultato di un incrocio di oltre 4000 anni fa tra il pomelo e il mandarino; le proporzioni dei geni delle specie ancestrali sono approssivamente 58% mandarino e 42% pomelo[3]. Storia Puoi migliorare questa voce aggiungendo citazioni da fonti attendibili secondo le linee guida sull'uso delle fonti. Segui i suggerimenti del progetto di riferimento. Originario della Cina e del sud est asiatico, questo frutto invernale sarebbe stato importato in Europa solo nel XV secolo da marinai portoghesi. Tuttavia alcuni testi antico romani ne parlano gi nel I secolo; veniva coltivata in Sicilia dove era chiamato melarancia, il che potrebbe significare che il frutto avesse raggiunto l'Europa via terra. Potrebbero essere corrette entrambe le teorie. Probabilmente l'arancio giunse davvero in Europa per la via della seta, ma la coltivazione prese piede solo nella calda Sicilia, dove la sua diffusione si aren. Solo dopo secoli venne riscoperto dai marinai portoghesi. Da notare che a Roma, nel chiostro del convento di Santa Sabina all'Aventino presente una pianta di arancio dolce che secondo la tradizione domenicana stata portata e piantata da San Domenico nel 1220 circa. La leggenda non specifica se il santo avesse portato la pianta dal Portogallo o dalla Sicilia, dove essa era giunta al seguito della conquista arabo berbera. Altri nomi dell'arancia Nella letteratura del XIX secolo a volte l'arancia viene chiamata portogallo. In greco l'arancio si chiama "" (pronuncia: portocli), in rumeno "portocal", in albanese "portokall" e ancora oggi in arabo la parola usata per parlare delle arance , burtuql, che ha soppiantato del tutto la parola persiana , nran letteralmente "(frutto) favorito degli elefanti" da cui deriva "arancia" (e "naranja", in spagnolo) e "narancs" in ungherese. Per in arabo il burtuql indica l'arancia dolce, mentre nran (d'origine persiana) indica l'arancia amara. In Italia meridionale In lingua napoletana fortissima la diffusione della voce purtull' per arancia. In lingua siciliana viene chiamata pattullu. : in dialetto abruzzese l'arancia viene chiamata in genere purtuall, con alcune varianti a seconda della zona: ad esempio nella Valle Peligna essa viene chiamata partaall, mentre nei dialetti adriatico meridionali e soprattutto nelle citt di Lanciano e dintorni chiamata purtijalle. Nel Salento viene indicata col termine portacallu e sul Gargano portajall. In dialetto romanesco, come attestato da Pascarella, il nome dell'arancia , n pi n meno, portogallo: Nonsignora, maest. Lei si consija Co' qualunque sia ar caso de spiegallo, E lei vedr ch'er monno arissomija, Come lei me l'insegna, a un portogallo. (La scoperta dell'America. Alla memoria de mi' madre di Cesare Pascarella, III: 5 8) In Basilicata e in Calabria, in parti della Campania, della Puglia e dell'Abruzzo le arance sono chiamate purtualli o partajalli. In lingua siciliana sono dette partulli e arnciu; portugalli in certe zone della Calabria. Ad Altamura e a Gravina di Puglia, in provincia di Bari e Taranto sono, invece, chiamate "marnge". In Italia centrale In gran parte dell'Umbria diffuso invece il termine merangola o merangla in riferimento alle arance di ogni tipo. Nella Tuscia viterbese viene ancora utilizzata la parola portogallo, che indica non solo l'arancia ma anche il mandarino, il pompelmo, il mandarancio e altri frutti affini, con varianti quali portugallo, nella zona meridionale dei monti Cimini, portigallo, pi a nord. Nel Lazio meridionale chiamato purtcagli. In Italia settentrionale In lingua piemontese sono detti portugaj; nel dialetto bergamasco portogl; nel lodigiano purtgl; in dialetto ferrarese portogl, in dialetto parmigiano partugl e in quello di Rimini partugli. In lingua veneta l'arancia viene chiamata naransa; in lingua lombarda, precisamente nella variante occidentale, detta narnz (portogall significa "mandarino", ma stato usato anche come nome collettivo dei due frutti); in lingua friulana narant. Questi casi farebbero intravedere una derivazione diretta dal persiano, forse grazie ai contatti culturali e commerciali veneziani con il Medio Oriente, oppure di un lascito spagnolo. Nella lingua ligure (o almeno nelle localit di confine Ventimiglia ) itrn il nome dell'arancia amara; quella dolce viene chiamata portugalu. Nelle lingue germaniche, la parola che indica l'arancia di solito significa letteralmente "mela cinese" (in olandese appelsien o sinaasappel, in tedesco Apfelsine). Parole derivate da appelsien si trovano anche nelle lingue slave (in russo , apel'sin) e baltiche (es. lituano apelsinas). Altra variante "melarancia", diffusa in altre lingue (es. polacco pomaracza, ceco pomeran, slovacco pomaran, sloveno pomarana, serbo pomoranda ). Descrizione Arance gialle da spremuta. L'arancio un albero che pu arrivare fino a 12 metri, dalle foglie allungate e carnose e dai fiori candidi. I germogli sono sempre verdi, mai rossastri. I frutti sono rotondi e sia la buccia sia la polpa sono del tipico colore arancione. La buccia caratterizzata da una leggera ruvidezza che diventata termine di paragone anche in campi totalmente diversi: parliamo per esempio di pelle a buccia d'arancia in cosmesi, o di superfici a buccia d'arancia in edilizia. Il periodo di riposo dell'arancio di soli tre mesi, per cui succede che l'albero fiorisca e fruttifichi contemporaneamente. I primi frutti si possono raccogliere in novembre (navelina), e gli ultimi a maggio giugno (valencia late). Un albero adulto produce circa 500 frutti all'anno. Sottospecie e variet L'arancio l'agrume pi diffuso nel mondo e se ne coltivano centinaia di variet. Alcuni frutti sono a polpa bionda (ovale, biondo comune, navelina, washington navel, ecc.), altri a polpa rossa per via dei pigmenti antocianici in essi contenuti (moro, tarocco, sanguinello), alcuni pi grandi e pi belli, altri di aspetto pi modesto e dalla buccia pi sottile, ma pi succosi e dunque adatti per spremute. Solo in Italia pi di venti variet vengono coltivate come frutta da tavola e altrettante per spremuta. Comunque, le arance dolci non vengono consumate solo come frutta fresca ma, soprattutto nel caso di quelle a polpa bionda, vengono utilizzate per la produzione di succhi (durante la lavorazione delle quali la buccia, preventivamente separata dal resto del frutto, viene sfruttata per estrarne l'olio essenziale in essa contenuto) e, in misura minore, per la produzione di canditi e frutta essiccata. La definizione Arancia rossa di Sicilia usata per individuare le variet di arance polpa rossa (moro, tarocco e sanguinello) che rispettano quanto previsto nel relativo disciplinare "Arancia rossa di Sicilia IGP" (Indicazione geografica protetta).[4] A Ribera, in provincia di Agrigento, vengono coltivate le variet del gruppo Navel (cio arance ombelicate). Le cultivar di questo gruppo comprendono la Washington Navel, il Brasiliano di Ribera, la cv. W. N. 3033 Frost, la Navelina comune, la Navelina VCR (Vecchio Clone Risanato), la Navelina ISA 315 (in piccole superfici impiantate in corso di reinnesto con W. N. per via della pezzatura dei frutti che risulta essere media). Sembra che le sue particolari qualit organolettiche siano molto apprezzate dagli intenditori, tanto che Arancia di Ribera diventato un marchio DOP. Produzione Aranceto vicino a Rosarno nella Piana di Gioia Tauro. Principali produttori di arance Anno 2018 Nazione Produzione (tonnellate) Brasile 16 713 534 Cina 9 103 908 India 8 367 000 Stati Uniti 4 833 480 Messico 4 737 990 Spagna 3 639 853 Egitto 3 246 483 Indonesia 2 510 442 Turchia 1 900 000 Iran 1 889 252 Sudafrica 1 775 760 Pakistan 1 589 856 Italia 1 522 213 Totale mondiale 75 413 375 Usi L'arancia utile sia per la buccia sia per l'interno. Inoltre i suoi fiori sono visitati dalle api, che ne raccolgono nettare, producendo un pregiato miele. Essenze La buccia dell'arancia una preziosissima fonte di essenze. L'olio essenziale dell'arancia dolce o essenza di Portogallo un liquido che va dal giallo arancione al rosso scuro (variet Tarocco e Sanguinello) che ravvisa l'odore della scorza fresca del frutto, parzialmente solubile in alcool etilico a 96 (d infatti delle soluzioni torbide). Costituito quasi esclusivamente da limonene, viene usato nella produzione di liquori e per aromatizzare molti detersivi. Viene spesso utilizzato per sofisticare molti altri oli essenziali agrumari. La presenza del delta 3 carene, un monoterpene, naturalmente presente nell'essenza di arancia dolce, spesso rivelatrice di questa sofisticazione. Il terpene d'arancia un liquido incolore ottenuto dalla distillazione dell'essenza di arancia, largamente usato come solvente naturale dall'industria delle vernici. L'essenza deterpenata ottenuta dalla rettificazione dell'olio tal quale. A seconda del grado di deterpenazione pu presentarsi da rosso scurissimo a marrone ed molto aromatica; esiste anche l'essenza "desesquideterpenata" che appare di colore giallo pallido e ha una nota olfattiva meno potente. L'essenza di zagara o neroli ottenuta da soli fiori dell'arancio amaro (la parola zagara deriva infatti dall'arabo zahra (in arabo ?, zahra), che per l'appunto significa "fiore" e mai dai fiori dell'arancio dolce. Anatra all'arancia. Cucina Le arance, oltre al consueto consumo come frutto o sotto forma di spremuta d'arancia, vengono utilizzate anche in alcune ricette agrodolci come la famosa anatra all'arancia. Nelle tavole siciliane l'arancia si pu trovare in insalata, con olio, sale e pepe, spesso con l'aggiunta di cipolle e olive. Sempre in Sicilia, la scorza spesso usata per insaporire le creme da dolce, grattugiandola; si pu anche candire, come talora insieme con la polpa tagliata a fettine. Un altro uso di ambedue le parti nella marmellata di arance. Farmaceutica Nell'industria farmaceutica viene esclusivamente utilizzato l'olio essenziale ricavato dalle sacche oleifere della scorza per le sue qualit aromatizzanti. Decorazione Con i fiori d'arancio vengono costruite composizioni floreali per la decorazione di chiese in occasione di matrimoni, per significare la castit della sposa. I frutti invece possono essere utilizzati per esempio per i pot pourri. L'arancia in Italia La Conca d'Oro di Palermo costitu, per le grandi coltivazioni di arancio, una delle meraviglie dell'agricoltura araba di tutto il bacino del Mediterraneo. Nei secoli successivi registriamo gli splendori della coltivazione nelle serre del Garda, che rifornivano le tavole dei grandi signori di Venezia e Milano, e sulla costa genovese, dove i frutti erano destinati alla produzione di canditi, ricco sottoprodotto della raffinazione dello zucchero, di cui Genova tra i primi importatori. In entrambi i casi gli aranci coltivati sono aranci amari[5]. Pi di tre secoli fa, introdotti da saraceni e schiavoni, si diffondono sulle coste pugliesi coltivazioni di agrumi le cui caratteristiche si differenziano ben presto dalle altre specie italiane, come nel caso del Gargano. Grazie alla natura carsica del suo terreno e alle condizioni climatiche il Promontorio offr allora le condizioni per il massimo sviluppo del limone femminello del Gargano e dell'arancia del Gargano che nei secoli successivi trainarono l'economia della zona grazie alla produzione dell'oasi agrumaia di Rodi Garganico e di San Menaio. Alla met dell'Ottocento arancio e limone incominciano una repentina diffusione anche sulle coste sicule e su quelle calabresi. Sono colture relativamente limitate, ma i loro prodotti alimentano un commercio fiorentissimo, che si dirige ai mercati di Londra, e soprattutto New York, che consuma aranci siciliani fino al trionfo della frutticoltura californiana[6]. L'agrumicoltura si sviluppa lentamente, in Sicilia e in Calabria, assicurando redditi alquanto elevati, fino ai primi anni del secondo dopoguerra, quando la sua espansione diviene tumultuosa, e si protrae nonostante i produttori non riescano a imporsi forme di organizzazione in grado di affrontare i grandi mercati di consumo, in specie quello tedesco, dove dal 1980 le importazioni divengono sempre pi difficili, incalzate da quelle spagnole, di qualit non superiore, ma ordinate secondo formule commerciali molto pi funzionali ed efficaci. Le difficolt si aggravano in proporzione all'ampliamento della coltura, immensamente dilatatasi, da Lentini, dalle aree etnee del Catanese e dai rilievi siracusani di Francofonte all'interno della Sicilia, nelle province di Ragusa e Agrigento, in Calabria e insediatasi nel Metapontino, che deve la propria sopravvivenza, sempre pi, alle sovvenzioni comunitarie, che non si sa quanto potranno protrarsi nel futuro.[7]